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Il Piccolo Galateo per Speleologi, ad uso degli istituti di educazione speleologica, è un libretto scritto da Pierpaolo Dolci, stampato nel novembre 2006 e distribuito nell’inverno dello stesso anno in occasione del corso di introduzione alla speleologia del Centro di Speleologia Montelago (Macerata). Col Galateo siamo alla seconda pubblicazione ad opera del Centro Studi Guido Lireni, di Potenza Picena, che prima, nell’ottobre del 2005, curò l’uscita di “Santi e briganti del mondo ipogeo” (di cui parlerò in un’altra occasione).
Si tratta di uno scherzo semi-serio rivolto non soltanto a chi s’avvicina per la prima volta alla speleologia, ma anche agli esperti di questa disciplina. Consigli e battute su diversi temi, “con sesso e feci bene in vista”, che il Dolci partorirà entrando in contatto e frequentando la “sporca comunità ipogea”, scritti in un linguaggio forbito che lascia col sorriso sulle labbra ma anche con una nuova o risvegliata consapevolezza: l’amore ed il rispetto della grotta, come ambiente naturale ed ecosistema da preservare. Troviamo, nelle sue sentenze e nelle sue battute, un acuto spirito d’osservazione, un’analisi critica del comportamento dello speleologo che si tradurrà poi, con la giusta dose di sagacia e umorismo, nel Galateo.
Una sorta di castigat ridendo mores, quindi, che racchiude in sé didattica ed ironia. Didattica ironica o ironia didattica? Forse tutt’e due, perché il Piccolo Galateo per Speleologi può esser letto da entrambi i punti di vista, sia da quello pedagogico, traendone un ammonimento ed il giusto insegnamento, sia da quello burlesco, sorridendo delle proprie abitudini e della propria condotta in grotta.
L’importante, a fine lettura, è ciò che rimane: una lezione di vita ipogea da prendere da esempio.
L’autore, Pierpaolo Dolci, è avvolto dalla nebbia del mistero. Il Centro Studi Guido Lireni si sofferma su altro, su ciò che le opere scaturite dalla mente di questi autori tramandano, senza ricercarne le fattezze né altri dati, perché soltanto in questo modo si può percepire la loro parola, che ci accompagna nell’esplorazione di mondi sconosciuti e popolati da creature bizzarre ed innocue.
L’opuscolo ha una prefazione di Theodor Windisch Graetz, una sorta di armo naturale con cui assicurarci alla lettura; si passa quindi ad un doveroso Incipit, che ci introduce, con una secca sentenza, alla cavernosità dell’intera materia. In Biologia si parla di speleo-fauna, con una serie di consigli atti a salvaguardare gli abitanti dell’ambiente ipogeo. Idillio ci ricorda il sentimentalismo che alimenta lo speleologo nel suo avvicinarsi al mondo sotterraneo ed inoltre ci svela e redarguisce i nostri più oscuri gesti. Nell’aula ritroviamo noi stessi al corso, sia come istruttori che come alunni. In progressione, finalmente, siamo dentro la grotta, dentro noi stessi mentre discendiamo imbracati o avanziamo nel fango. Cavità artificiali non poteva mancare, come parte della speleologia. Sessualità ci fa rivivere i momenti di ambiguità in grotta, perché tutti noi abbiamo visto falliche stalagmiti emergere rigide dalla roccia e turgide concrezioni mammellonari stagliarsi provocatorie e buchi bui aprirsi al termine di avvallamenti. Non dite… ma dite… ci offre il modo corretto di esprimere i nostri pensieri sotterranei, in un modo per nulla sconveniente, come invece siamo abituati a fare nelle nostre scorribande ipogee. Una Nota finale chiude il galateo con tre rintocchi. Poi il silenzio.
Uno scritto di Nicola Paolini, come proposta per la lettura del galateo, fa da appendice all’opera del Dolci. Veniamo a conoscenza così di alcuni segreti della vita dell’Autore, di come egli abbia potuto partorire una simile opera speleo-pedagogica, che dimostra una non comune abilità nonché conoscenza dell’uomo.
Uno scrittore con le mani sporche di fango. Un genio abissale che passerà alla storia.
Scarica il Piccolo Galateo per Speleologi in formato pdf.
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