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13
Mar 2006
Armando Pozzo Comune
Archiviato in Speleologia da Ursus Spelaeus alle ore 4:42 pm | Nessun commento »

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Armando Pozzo Comune… o quasi, perché io di Pozzo Comune ho visto ben poco.

All’Anagnina io e Fabio ci incontriamo con Puorcavuacca, Lollo e Padre Gherardo. Ci dividiamo in 2 auto e raggiungiamo Carpineto. Puoravuacca chiama Vincenzone, invitandolo ad entrare con noi a Pozzo Comune. Come ci aspettavamo, accetta e dopo neanche 5 minuti ci raggiunge con la sua nuova Panda. Fabio non ha i panini, come al solito, e così facciamo una puntata al ristorante Feoli. Finalmente si arriva a Pian della Croce… dove un velo di neve fresca imbianca il paesaggio.

Ci cambiamo e ci incamminiamo sulla strada sterrata verso la dolina. Qualcuno, a destra della strada, ha fatto un piccolo pupazzo di neve. Padre Gherardo sistema la sua digitale per uno scatto prima di entrare. Vincenzone si slaccia l’imbrago e poggia gli attrezzi in terra. Un imbecille ci passa sopra con la sua macchina e piega un pezzo del discensore. Non è un danno grave, per fortuna. Arriviamo alla dolina. Nel canaletto c’è acqua e questo ci fa supporre che ci sia parecchia acqua anche in grotta. Entriamo. Fabio e Puorcavuacca cominciano ad armare i 2 salti iniziali, mentre io, Lollo e Padre Gherardo filiamo le corde. Scendiamo e raggiungiamo l’imbocco del P19. Scendono Puorcavuacca, Fabio e Vincenzone. Si prepara a scendere Lollo. Poi mi affaccio io al pozzo. E l’ansia del pozzo arriva, tutta insieme, respingendomi indietro. Rinuncio. E scende il Padre.

Dopo un po’ sento qualcuno che sale. E’ Fabio. “Che ci fai qui?” gli domando, sospettando però la risposta. “Sono venuto a prenderti” mi risponde. I miei sospetti erano fondati, quindi. Ci prova in vari modi il buon Fabio, ma quel giorno non è proprio aria di scendere… Salta su un terrazzino, si appende col discensore e comincia a dondolare, ma niente, l’ansia è troppo forte. In pochi secondi è giù. E io me ne resto solo, con la mia ansia, l’umidità e il silenzio della grotta interrotto dallo scrosciare dell’acqua in basso.

Un pipistrello mi svolazza attorno per qualche secondo, poi svanisce nel buio. Il tempo passa. Lo scrosciare dell’acqua crea rumori insoliti. A tratti mi sembra di sentire le voci dei miei amici. Mi avvicino all’imbocco del pozzo. No, è soltanto l’acqua. Comincia a fare un po’ freddo, mi muovo, torno indietro fino all’imbocco del P13 (che dopo un altro salto di 4 metri arriva alla base del P19). Sulla sinistra si apre una finestra. Dopo varie occhiate mi ci infilo dentro, scavalcando un pozzetto di qualche metro, strettissimo. La nicchia è calda.
Sulla sinistra c’è un buco, che chiude. A destra noto dei sassi di crollo in una sorta di depressione. Ne tolgo qualcuno, ma è pieno di terra e altri sassi. Mi siedo e appoggio la testa alla parete. Una sorta di borbottio mi arriva alle orecchie. Mi stacco e mi guardo intorno. Niente. Appoggio di nuovo la testa alla parete di roccia. Dopo alcuni secondi ancora quel rumore, come di aria che avesse bisogno di uscire.
Mi stacco e comincio a scavare nella piccola depressione. Un piccolo buco appare fra la terra. Ci alito contro e l’alito torna indietro.
Avvicino il viso e sento una piccola corrente d’aria. Probabilmente il buco, se va giù, si ricongiunge in basso col P19. Sento una voce. Mi affaccio fuori della nicchia. E’ il Puorcavuacca che mi chiama. E’ risalito insieme a Vincenzone.

Puorcavuacca arma anche il P13, ma non ha corda sufficiente per il P4 successivo. Un’altra via è stata armata. Il P13 è un buco in terra e scende giù abbastanza stretto. Il mio pozzo ideale. Una scusa per evitare il P19 e l’ansia che lo avvolge. Arrivato Vincenzone, usciamo dalla grotta. Sono le 18.

Puorcavuacca e Vincenzo possono cambiarsi, ma io devo aspettare Fabio, che ha le chiavi dell’auto. Mi tolgo l’imbrago e gli attrezzi e finisco di mangiare il panino. Ma un cucciolo di cane che ci aveva seguito dalla strada comincia a guardare il mio panino con sguardo supplichevole. E così facciamo mezzo per uno, anzi lui ne mangia un boccone in più…

Dopo circa un’ora ci avviamo verso l’entrata di Pozzo Comune. 3 luci appaiono sul fondo. I 3 stanno tornando. Ci dobbiamo cambiare al buio e al freddo. In breve siamo in auto, salutiamo Vincenzone e torniamo all’Anagnina.

Pozzo Comune è armato fino al Marilù. Ma perché è stato armato? Per via del primo raduno speleonauta della storia: 18/19 marzo 2006.


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