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Il 29 giugno è festa a Roma. Così con Fabrizio e Andrea decidiamo di andare a scendere quel saltino alla cava sull’autostrada Roma-L’Aquila.
Ormai conosciamo bene la strada e quello che c’è da fare: parcheggiare l’auto nella piazzola, entrare nel bosco, scavalcare la recinzione, attraversare il campo, scavalcare la recinzione autostradale, scendere il tratto di boscaglia fino al muretto dell’autostrada, indossare i caschi (questa volta abbiamo anche gli zaini in spalla), percorrere 20 metri di muretto, con le macchine, tante perché è giorno di festa, che sfrecciano a fianco a noi, saltare giù ed infilarci nello sgrottamento.
Per prima cosa si arma. Fabrizio prepara il trapano e io comincio a fare un buco sul muretto. La batteria purtroppo ci permette di fare un solo buco, dobbiamo quindi scendere con unico fix.
Fabrizio arma con una 20 e scende. Poi lo sentiamo imprecare. Non c’è una grotta, là sotto, ma una cava abbandonata di chissà quale periodo. Ormai siamo pronti e scendiamo anche noi due a vedere quella cava.
Quello che troviamo sotto è un ambiente fatto di salette in cui sono visibili i segni dello scavo, di massi di crollo, di terra. In alcuni punti c’è stillicidio e formazione di capelli d’angelo e stalagmiti e stalattiti.
C’è un’altra sala da vedere, ma un enorme masso crollato ne permette l’accesso soltanto attraverso un buchetto che tento di allargare, finendo invece per chiuderlo del tutto…
Riuscirà Fabrizio a riaprirlo, ma soltanto Andrea, più esile di noi, potrà passarci, scoprendo un colonia di dolicopodi che fugge al fascio di luce della tikka.
Nella cava, di cui non si capisce l’età , si trovano pezzi di ruggine appartenuti a chissà quale utensile e frammenti di tavole di legno. Oltre ai dolicopodi e a qualche ragno e moscerino non si sono trovati altri animali.
Visitiamo altri ambienti, scoprendo un secondo ingresso della cava, inaccessibile però dall’esterno causa fitta vegetazione.
Andrea documenta tutto scattando fotografie. All’interno si rinviene anche un muretto a secco.
Terminata l’esplorazione risaliamo il pozzetto, ci cambiamo, pranziamo e torniamo all’auto.
Visita la galleria fotografica della Cava di San Cosimato.
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